Secondo la tradizione popolare, “quel dal formai” era anche un personaggio mitologico, un uomo misterioso che compariva per “aggiustare le cose”. Da questa figura nasce la scelta dell’anonimato: l’artista si copre il volto con un passamontagna, proprio per mantenere viva quella dimensione di leggenda e mistero. La sua musica è definita rap folkloristico mantovano, un intreccio tra rap e tradizione dialettale che racconta storie, umori e quotidianità della sua terra con le parole dei nonni.
Nei suoi testi si incontrano la vita di paese, la cultura contadina, le radici popolari e una forte ironia: elementi che si fondono con il ritmo e la poetica urbana dell’hip-hop, rendendo il dialetto un vero e proprio ponte tra passato e presente. Quel dal Formai si è fatto conoscere con brani come Piero s’involta, dedicato a Mantova, che lo ha portato alla ribalta nel panorama locale.
Durante la pandemia, ha pubblicato Sta a ca tua (“Stai a casa tua”), un brano in dialetto mantovano diventato virale: un invito ironico ma sincero a restare a casa, che ha unito il linguaggio della musica al senso civico e alla solidarietà.
Nel giugno 2020 il Consorzio Grana Padano gli ha conferito l’“Oscar del formai”, un riconoscimento simbolico per la sua capacità di valorizzare le tradizioni mantovane attraverso la musica e il dialetto. Oggi, la sua opera va oltre l’intrattenimento: è un atto culturale e identitario.
Quel dal Formai dimostra che la lingua locale può essere viva, moderna e capace di parlare ai giovani quanto ai nonni, diventando un punto d’incontro tra generazioni, tra le radici e il ritmo del presente.